Il 29 ottobre 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, in prima lettura, la propria posizione sui testi del nuovo Regolamento sui servizi di pagamento (Payment Services Regulation – PSR) e della Direttiva sui servizi di pagamento (Payment Services Directive 3 – PSD3), destinati a riformare il quadro normativo europeo in materia di servizi di pagamento.
Le nuove disposizioni rispondono alle criticità emerse dall’applicazione della direttiva PSD2 e mirano, in particolare, a rafforzare il contrasto alle frodi nei pagamenti, incrementare la tutela dei consumatori e la trasparenza, ampliare l’accesso al contante e adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica e alle trasformazioni del mercato.
La riforma conferma l’impostazione duale proposta dalla Commissione europea nel giugno 2023: il PSR riunisce in un regolamento direttamente applicabile le disposizioni concernenti la trasparenza, i diritti e gli obblighi degli utenti e dei prestatori di servizi di pagamento; la PSD3 interviene, invece, sui profili relativi all’autorizzazione e alla vigilanza degli istituti di pagamento, integrando in un quadro unitario anche gli istituti di moneta elettronica. La nuova direttiva comporterà, conseguentemente, l’abrogazione della PSD2 e della seconda direttiva sulla moneta elettronica (EMD2).
Tra le principali innovazioni introdotte dal PSR assume particolare rilievo il rafforzamento dei presidi di prevenzione e contrasto delle frodi. In tale prospettiva, i prestatori di servizi di pagamento dovranno predisporre un meccanismo di verifica della corrispondenza tra IBAN e nominativo del beneficiario, da effettuare prima dell’esecuzione dei bonifici. È inoltre previsto un regime di responsabilità rafforzato per le frodi basate sullo spoofing, ossia sull'indebita impersonificazione di soggetti o canali ufficiali degli istituti bancari. In particolare, qualora il prestatore non abbia adottato adeguati sistemi di prevenzione o non abbia rilevato le anomalie, sarà tenuto al rimborso delle somme sottratte ai consumatori.
La disciplina estende, inoltre, gli obblighi di controllo e responsabilizzazione ai principali motori di ricerca e alle piattaforme online di grandi dimensioni, chiamati a verificare che gli inserzionisti che promuovono servizi finanziari dispongano delle necessarie autorizzazioni e a rispondere, a determinate condizioni, della diffusione di annunci illeciti o ingannevoli. È altresì contemplata la possibilità per gli istituti di pagamento di condividere, in condizioni di sicurezza, informazioni relative alle frodi.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda i servizi bancari aperti (open banking). Il PSR vieta ai prestatori di servizi di pagamento che gestiscono i conti, prevalentemente istituti bancari, di introdurre ostacoli tecnici o ritardi discriminatori che impediscano ai prestatori terzi autorizzati di accedere ai dati dei conti di pagamento. Sono inoltre previsti obblighi a carico dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica e dei produttori di dispositivi mobili, che dovranno consentire alle applicazioni di terzi l’accesso alle funzionalità tecniche necessarie, secondo condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.
Quanto all’iter legislativo, l’adozione della posizione del Consiglio rappresenta un passaggio verso la conclusione della procedura. In applicazione del meccanismo della cosiddetta seconda lettura anticipata, il Parlamento europeo disporrà di tre mesi, prorogabili di un ulteriore mese, per esaminare la posizione del Consiglio. In assenza di emendamenti, ovvero qualora non intervenga una pronuncia entro il termine previsto, gli atti si considereranno adottati nel testo approvato dal Consiglio.
Dopo l’entrata in vigore, gli Stati membri avranno 21 mesi per recepire la PSD3 e adeguare i rispettivi ordinamenti nazionali. La nuova disciplina è destinata a incidere significativamente sull’assetto dei servizi di pagamento europei, rafforzando la sicurezza delle operazioni, la tutela degli utenti e le condizioni di concorrenza nell’ecosistema digitale dei pagamenti.




