La Presidente dell'ESMA Verena Ross è intervenuta il 17 settembre alla conferenza Eurofi di Dublino con un discorso centrato sul Market Integration and Supervision Package (MISP), la proposta legislativa che punta a rafforzare la vigilanza a livello UE su alcune entità significative e transfrontaliere.
Il ragionamento parte da una premessa semplice: se l'Unione europea vuole mercati dei capitali più profondi, liquidi e integrati su scala europea, non può poi adottare una supervisione frammentata. Per le entità con modelli di business, rischi, tecnologie e basi clienti ormai intrinsecamente europei, una vigilanza integrata diventerebbe il modo più efficiente per garantire risultati coerenti, riducendo duplicazioni, richieste ripetute e processi di coordinamento lunghi tra autorità diverse.
Un passaggio centrale del discorso riguarda la distinzione tra semplificazione e indebolimento della vigilanza. Ross è stata netta su questo punto: la semplificazione non significa fare meno controlli — anzi, il contesto che l'ESMA deve sorvegliare sta diventando più complesso per effetto di cambiamento tecnologico, rischio cyber e incertezza geopolitica — ma organizzare meglio le risorse e concentrarle sui rischi che contano davvero.
Ross ha anche lanciato un avvertimento ai co-legislatori (Consiglio e Parlamento europeo, che puntano a definire le rispettive posizioni negoziali entro fine anno): un framework "affettato" in troppe eccezioni, deroghe o trasferimenti parziali di responsabilità — magari per proteggere singoli "campioni nazionali" — rischia di preservare la frammentazione attuale sotto un'altra forma, senza consegnare la vera semplificazione promessa dalla riforma.
Chiudendo con un richiamo alla storia dell'Autorità, ha ribadito che il prossimo passo per i mercati dei capitali europei richiede una supervisione più agile, basata sui dati e più integrata, e che spetterà poi all'ESMA implementare con determinazione le riforme concordate.




